venerdì 29 maggio 2009

Amiche per l'Abruzzo - 21 Giugno 2009 - Stadio San Siro

"Amiche per l'Abruzzo" si propone di riunire nell'ambito di un unico grande concerto tutte le artiste più rappresentative della canzone italiana. L'evento si terrà il 21 giugno 2009 allo stadio Meazza di Milano.

Madrine dell'iniziativa, oltre a Laura Pausini, sono Elisa, Gianna Nannini, Fiorella Mannoia e Giorgia, a cui si sono via via aggiunte moltissime altre cantanti, che con grande disponibilità hanno risposto all'appello, accettando di mettere a disposizione il loro talento per una giornata all'insegna della musica e dell'impegno sociale.

Le adesioni già confermate comprendono le seguenti artiste, alcune presenti solo come sostenitrici dell'iniziativa:

Alice - Ambra Marie - Alessandra Amoroso - Silvia Aprile - Arisa - Malika Ayane - Angela Baraldi - Leda Battisti - Marcella Bella - Simona Bencini - Loredana Bertè - Orietta Berti - Laura Bono - Chiara Canzian - Carlotta - Raffaella Carrà - Rossana Casale - Caterina Caselli - Barbara Cola - Carmen Consoli - Luisa Corna - Cristina D'Avena - Wilma De Angelis - Teresa De Sio - Grazia Di Michele - Dolcenera - Elisa - Giusy Ferreri - Fiordaliso - Irene Fornaciari - Rita Forte - Dori Ghezzi - Giorgia - Irene Grandi - Amalia Grè - Jasmine - Karima- L'Aura - La Pina - Patrizia Laquidara - Amanda Lear - Lighea - Linda - Lisa - Fiorella Mannoia - Silvia Mezzanotte - Mietta - Milva - Annalisa Minetti - Andrea Mirò - Simona Molinari - Momo - Nada - Mariella Nava - Gianna Nannini - Nicky Nicolai - Noemi - Stefania Orlando - Anna Oxa - Paola e Chiara - Laura Pausini - Rita Pavone - Daniela Pedali - Nilla Pizzi - Patty Pravo - Marina Rei - Donatella Rettore - Valeria Rossi - Antonella Ruggiero - Spagna - Jo Squillo - Syria - Anna Tatangelo - Tosca - Gerardina Trovato - Paola Turci - Viola Valentino - Ornella Vanoni - Manuela Villa - Iva Zanicchi.

L'intero incasso derivante dalla vendita dei biglietti (ricordiamo infatti che le artiste si esibiranno gratuitamente) sarà in parte utilizzato per la ricostruzione della scuola "De Amicis" de L'Aquila e in parte destinato all'acquisto di case in legno per gli sfollati del terremoto e ad altri interventi di assistenza alla popolazione.

Sito ufficiale: www.amicheperlabruzzo.com

martedì 26 maggio 2009

Silvio ci libererà dal male... e risorgerà

Silvio Berlusconi è una religione per una parte, minoritaria ma accanita, di italiani.
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Oltre il 40 percento dei cittadini di questa penisola non ha "fiducia" ma una vera e propria "fede" in questa persona e nelle sue capacità taumaturgiche. Dal momento che queste le viviamo intensamente da oltre quindici anni, e che l'Italia sotto la gestione berlusconiana non ha fatto che tracollare (e ora raschia il fondo del barile) si accontentano di valutare le sua capacità taumaturgiche in "negativo". Egli viene così esaltato come "colui che ha fatto sparire i comunisti", "colui che rende la vita difficile agli statali", "colui che fa soffrire gli immigrati" ecc... E infatti lo stile politico di Berlusconi consiste nel dare quotidianamente del "comunista" a qualcuno (giudici, mogli, rappresentanti dell'opposizione, giornali stranieri...) per tenere alta la febbre dello scontro nella sua "tifoseria".

Non riuscendo mai a segnare un gol, ricorre a una serie infinita di simulazioni per fare vedere "quanto sono cialtroni" gli avversari. Frigna, protesta contro i media che "ingigantiscono la crisi", se la prende con la sinistra che "lava il cervello" nientemeno che a sua moglie. Recita la parte della povera vittima incompresa dai giornali stranieri, ovviamente anch'essi "manipolati dalla sinistra". Ricorre insomma al tipico vittimismo (misto a trionfalismo), utilizzando il primo per negare i propri fallimenti ("non sono io che fallisco, sono gli altri che disonestamente si inventano che fallisco") e il secondo per trascinare dietro di sé folle plaudenti.

Berlusconi è una persona autorevole, non c'e' alcun dubbio! La vera misura dell'autorevolezza è la quantità di stronzate che si possono dire impunemente prima che la gente si accorga che sei un cretino. Dialogare con Silvio non è difficile. E' inutile. L'Italia è l'unico Paese al mondo nel 2009 in cui il capo del governo passi il tempo a parlare di comunismo e in cui l'elettorato ancora abbocchi a toni degni di un bar anni '60 di una provincia del sud Italia.. In tutti gli altri Paesi le chiacchiere stanno a zero: se l'economia cresce e la società è equilibrata e funzionante, bene! Altrimenti, a casa. E non farti più vedere. In Italia si è invece instaurata questa "fede in Silvio" che prescinde dai fatti, come ogni fede.

Dunque lo stato comatoso dell'economia e della società italiana non è colpa di Silvio, visto che Silvio per definizione può solo trionfare sul male. L'attuale situazione è colpa dei "comunisti" che, come tutti sanno, hanno governato l'Italia per sessanta anni. Quando Silvio sarà riuscito a schiacciare la testa del serpente ci libererà dal male e risorgerà.
Enzo Amato

Lite Belpietro - Franceschini a Ballarò

lunedì 25 maggio 2009

Berlusconi va con le minorenni!

Gino (ex fidanzato di Noemi) si decide a raccontare la sua storia:



"I genitori di Noemi non c'entrano niente. Il legame era proprio con lei. È nato tra Berlusconi e Noemi. Mai Noemi mi ha detto che lui, papi Silvio parlava di politica con suo padre, Elio. Non mi risulta proprio. Mai, assolutamente.


Vi dico come è cominciata questa storia e dovete sapere che almeno per l'inizio - perché poi quattro, cinque volte ho ascoltato anch'io le telefonate - vi dirò quel che mi ha raccontato Noemi.

Il rapporto tra Noemi e il presidente comincia più o meno intorno all'ottobre 2008. Noemi mi ha raccontato di aver fatto alcune foto per un "book" di moda. Lo aveva consegnato a un'agenzia romana, importante - no, il nome non me lo ricordo - di quelle che fanno lavorare le modelle, le ballerine, insomma le agenzie a cui si devono rivolgere le ragazze che vogliono fare spettacolo. Noemi mi dice che, in quell'agenzia di Roma, va Emilio Fede e si porta via questi "book", mica soltanto quello di Noemi. Non lo so, forse gli servono per i casting delle meteorine.


Il fatto è - ripeto, è quello che mi dice Noemi - che, proprio quel giorno, Emilio Fede è a pranzo o a cena - non me lo ricordo - da Berlusconi. Finisce che Fede dimentica quelle foto sul tavolo del presidente. È così che Berlusconi chiama Noemi. Quattro, cinque mesi dopo che il "book" era nelle mani dell'agenzia, dice Noemi. È stato un miracolo, dico sempre. Dunque, dice Noemi che Berlusconi la chiama al telefono. Proprio lui, direttamente. Nessuna segretaria. Nessun centralino. Lui, direttamente.

Era pomeriggio, le cinque o le sei del pomeriggio, Noemi stava studiando. Berlusconi le dice che ha visto le foto; le dice che è stato colpito dal suo "viso angelico", dalla sua "purezza"; le dice che deve conservarsi così com'è, "pura". Questa fu la prima telefonata, io non c'ero e vi sto dicendo quel che poi mi riferì Noemi, ma le credo. Le cose andarono così perché in altre occasioni io c'ero e Noemi, così per gioco o per convincermi che davvero parlava con Berlusconi, m'allungava il cellulare all'orecchio e anch'io sentii dalla sua voce quella cosa della "purezza", della "faccia d'angelo".

E poi, una volta, ha aggiunto un'altra cosa del tipo: "Sei una ragazza divina". Berlusconi, all'inizio, non ha detto a Noemi chi era. In quella prima telefonata, le ha fatto tante domande: quanti anni hai, cosa ti piacerebbe fare, che cosa fanno tua madre e tuo padre? Studi? Che scuola fai? Una lunga telefonata. Ma normale, tranquilla. E poi, quando Noemi si è decisa a chiedergli: "Scusi, ma con tutte queste domande, lei chi è?", lui prima le ha risposto: "Se te lo dico, non ci credi". E poi: "Ma non si sente chi sono?".

Quando Noemi me lo raccontò, vi dico la verità, io non ci credevo. Poi, quando ho sentito le altre telefonate e ho potuto ascoltare la sua voce, proprio la sua, di Berlusconi, come potevo non crederci? Noemi mi diceva che era sempre il presidente a chiamarla. Poi, non so se chiamava anche di suo, non me lo diceva e io non lo so. Lei al telefono lo chiamava papi tranquillamente. Anche davanti a me. Magari stavamo insieme, Noemi rispondeva, diceva papi e io capivo che si trattava del presidente.

Quando ho assistito ad alcune telefonate tra Berlusconi e Noemi, ho pensato che fosse un rapporto come tra padre e figlia. Una sera, Emilio Fede e Berlusconi - insieme - hanno chiamato Noemi. Lo so perché ero accanto a lei, in auto. Ora non saprei dire perché il presidente le ha passato Emilio Fede, non lo so. Pensai che Fede dovesse preparare dei "provini" per le meteorine, quelle robe lì". (Ieri, a tarda sera, durante Studio Aperto, Fede ha affermato di aver conosciuto la nonna di Noemi. Repubblica ha chiesto a Gino se, in qualche occasione, Noemi avesse fatto cenno a questa circostanza. "Mai, assolutamente", è stata la risposta del ragazzo).


"Comunque, quella sera, sentii prima la voce del presidente e poi quella di Emilio Fede - continua Gino - Non voglio essere frainteso o creare confusione in questa tarantella, da cui voglio star lontano. Nelle telefonate che ho sentito io, Berlusconi aveva con Noemi un atteggiamento paterno. Le chiedeva come era andata a scuola, se studiava con impegno, questa roba qui. Io però ho cominciato a fuggire da questa situazione. Non mi piaceva. Non mi piaceva più tutto l'andazzo.



Non vedevo più le cose alla luce del giorno, come piacevano a me. Mi sentivo il macellaio giù all'angolo che si era fidanzato con Britney Spears. Come potevo pensare di farcela? Gliel'ho detto a Noemi: questo mondo non mi piace, non credo che da quelle parti ci sia una grande pulizia o rispetto. Mi dispiaceva dirglielo perché io so che Noemi è una ragazza sana, ancora infantile che non si separa mai dal suo orsacchiotto, piccolo, blu, con una croce al collo, "il suo teddy". Una ragazza tranquilla, semplice, con dei valori. Con i miei stessi valori, almeno fino a un certo punto della nostra storia".



Intorno a Gino, questo racconto devono averlo già sentito più d'una volta perché ora che il ragazzo ha deciso di raccontare a degli estranei la storia, la tensione è caduta come se la famiglia, i vicini di casa, gli amici già l'avessero sentita in altre occasioni o magari a spizzichi e bocconi. C'è chi si distrae, chi parlotta d'altro, chi parla al telefono, chi si prepara a uscire per il venerdì notte. Gino sembra non accorgersene. Non perde il filo e a tratti pare ricordare, ancora una volta, a se stesso come sono andate le cose.



"Ho cominciato a distaccarmi da Noemi già a dicembre. Però la cosa che proprio non ho mandato giù è stata la lunga vacanza di Capodanno in Sardegna, nella villa di lui. Noemi me lo disse a dicembre che papi l'aveva invitata là. Mi disse: "Posso portare un'amica, un'amica qualunque, non gli importa. Ci saranno altre ragazze". E lei si è portata Roberta. E poi è rimasta con Roberta per tutto il periodo. Io le ho fatto capire che non mi faceva piacere, ma lei da quell'orecchio non ci sentiva. Così è partita verso il 26-27 dicembre ed è ritornata verso il 4-5 gennaio. Quando è tornata mi ha raccontato tante cose. Che Berlusconi l'aveva trattata bene, a lei e alle amiche. Hanno scherzato, hanno riso... C'erano tante ragazze. Tra trenta e quaranta.

Le ragazze alloggiavano in questi bungalow che stavano nel parco. E nel bungalow di Noemi erano in quattro: oltre a lei e a Roberta, c'erano le "gemelline", ma voi sapete chi sono queste "gemelline"? Penso anche che lei mi abbia detto tante bugie. Lei dice che Berlusconi era stato con loro solo la notte di Capodanno. Vi dico la verità, io non ci credo. Sono successe cose troppo strane. Io chiamavo Noemi sul cellulare e non mi rispondeva mai. Provavo e riprovavo, poi alla fine mi arrendevo e chiamavo Roberta, la sua amica, e diventavo pazzo quando Roberta mi diceva: no, non te la posso passare, è di là - di là dove? - o sta mangiando: e allora?, dicevo io, ma non c'era risposta.

Per quella vacanza di fine anno, i genitori accompagnarono Noemi a Roma. Noemi e Roberta si fermarono prima in una villa lì, come mi dissero poi, e fecero in tempo a vedere davanti a quella villa tanta gente - giornalisti, fotografi? - , poi le misero sull'aereo privato del presidente insieme alle altre ragazze, per quello che mi ha detto Noemi... Al ritorno, Noemi non è stata più la mia Noemi, la mia alicella (acciuga, ndr), la ragazza semplice che amavo, la ragazza che non si vergognava di venirmi a prendere alla sera al capannone. A gennaio ci siamo lasciati.

Eravamo andati insieme, prima di Natale, a prenotare per la sua festa di compleanno il ristorante "Villa Santa Chiara" a Casoria, la "sala Miami" - lo avevo suggerito io - e già ci si aspettava una "sorpresa" di Berlusconi, ma nessuno credeva che la sorpresa fosse proprio lui, Berlusconi in carne e ossa. Ci siamo lasciati a gennaio e alla festa non ci sono andato. L'ho incontrata qualche altra volta, per riprendermi un oggetto di poco prezzo ma, per me, di gran valore che era rimasto nelle sue mani.

Abbiamo avuto il tempo, un'altra volta, di avere un colloquio un po' brusco. Le ho restituito quasi tutte le lettere e le foto. Le ho restituito tutto - ho conservato poche cose, questa lettera che mi scrisse prima di Natale, qualche foto - perché non volevo che lei e la sua famiglia pensassero che, diventata Noemi Sophia Loren, io potessi sputtanarla. Oggi ho la mia vita, la mia Manuela, il mio lavoro, mille euro al mese e va bene così ché non mi manca niente. Certo, leggo di questo nuovo fidanzato di Noemi, come si chiama?, che non s'era mai visto da nessuna parte anche se dice di conoscerla da due anni e penso che Noemi stia dicendo un sacco di bugie.

Quante bugie mi avrà detto sui viaggi. A me diceva che andava a Roma sempre con la madre. Per dire, per quella cena del 19 novembre 2008 a Villa Madama mi raccontò: "Siamo stati a cena con il presidente, io, papà e mamma allo stesso tavolo". Non c'erano i genitori seduti a quel tavolo? Allora mi ha detto un'altra balla. Quella sera le sono stati regalati una collana e un bracciale, ma non di grosso valore. E il presidente ha fatto un regalo anche a sua madre. Sento tante bugie, sì, e comunque sono fatti di Noemi, dei suoi genitori, di Berlusconi, io che c'entro?".

Le parole di Gino Flaminio appaiono genuine, confortate dalle foto, dalla memoria degli amici (che hanno le immagini di Noemi e Gino sui loro computer), da qualche lettera, dai ricordi dei vicini e dei genitori, ma soprattutto dall'ostinazione con cui il ragazzo per settimane si è nascosto diventando una presenza invisibile nella vita di Noemi. Repubblica lo ha rintracciato con fatica, molta pazienza e tanta fortuna nella fabbrica di corso San Giovanni dove tutti i suoi compagni di lavoro conoscono Noemi, la storia dell'amore perduto di Gino. Compagni di lavoro che - fino alla fine - hanno provato a proteggerlo: "Gino? E chi è 'sto Gino Flaminio?" e Gino se ne stava nascosto dietro un muro.


La testimonianza del ragazzo consente di liquidare almeno cinque domande dalla lista di dieci che abbiamo proposto al capo del governo. La ricostruzione di Gino permette di giungere a un primo esito: Silvio Berlusconi ha mentito all'opinione pubblica in ogni passaggio delle sue interviste. Nei giorni scorsi, come quando disse a France2 di aver "avuto l'occasione di conoscere [Noemi] tramite i suoi genitori". O ancora ieri a Radio Montecarlo dove ha sostenuto di essersi addirittura "divertito a dire alla famiglia, di cui sono amico da molti anni, che non desse risposte su quella che è stata la nostra frequentazione in questi anni". Come di cartapesta è la scena - del tutto artefatta - disegnata dalle testate (Chi) della berlusconiana Mondadori.


Il fatto è che Berlusconi non ha mai conosciuto Elio Letizia né negli "anni passati", né negli "ambienti socialisti". Mai Berlusconi ha discusso con Elio Letizia di politica e tantomeno delle candidature delle Europee (Porta a porta, 5 maggio). Berlusconi ha conosciuto Noemi. Le ha telefonato direttamente, dopo averne ammirato le foto e aver letto il numero di cellulare su un "book" lasciatogli da Emilio Fede. Poi, nel corso del tempo, l'ha invitata a Roma, in Sardegna, a Milano.

Le evidenti falsità, diffuse dal premier, gli sarebbero costate nel mondo anglosassone, se non una richiesta di impeachment, concrete difficoltà politiche e istituzionali. Nell'Italia assuefatta di oggi, quella menzogna gli vale un'altra domanda: perché è stato costretto a mentire? Che cosa lo costringe a negare ciò che è evidente? È vero, come sostiene Noemi, che Berlusconi ha promesso o le ha lasciato credere di poter favorire la sua carriera nello spettacolo o, in alternativa, l'accesso alla scena politica (Corriere del Mezzogiorno, 28 aprile)?

Dieci giorni dopo, ci sono altre ragionevoli certezze. È confermato quel che Veronica Lario ha rivelato a Repubblica (3 maggio): il premier "frequenta minorenni". Noemi, nell'ottobre del 2008, quando riceve la prima, improvvisa telefonata di Berlusconi ha diciassette anni, come Roberta, l'amica che l'ha accompagnata a Villa Certosa. La circostanza rinnova l'ultima domanda: quali sono le condizioni di salute del presidente del Consiglio?

Da Repubblica.it

venerdì 22 maggio 2009

Discarica a cielo aperto a Marsala

Due mesi fa la contrada Pastorella ha avuto l'onore di prendersi la prima pagina di "Marsala c'è" e degli altri giornali locali. Su segnalazione di lettori mi erano arrivate foto di pneumatici (tantissimi) ammassati in una discarica, inventata lì sul posto, situata a circa 250 metri dalla scuola elementare e dalla chiesa di Pastorella.


Per i cittadini la "sorpresa" è stata a dir poco sconvolgente, una vergogna dal retrogusto inquietante e... inquinante. Sembrava, come accade raramente, che la situazione che si era creata e l'importanza di una prima pagina di un giornale locale così considerevole potesse portare alla definitiva asportazione dei copertoni orfani che permanevano sotto i raggi del sole da mesi e mesi. Sessanta giorni dopo ritorno sul luogo, sperando di trovare tutto sistemato e di non trovare ovviamente le ruote.

Sorpresa: i pneumatici sono ancora tutti lì, e se ritorno a rivedere le foto scattate otto settimane prima scopro che sono notevolmente aumentati. In aggiunta a questo si trova, in quel casolare caduto e abbandonato, anche dell'altro: frigoriferi, lavatrice, oggetti in ferro, spazzatura...

Ai "contorni" di questo accumulo ci sono diversi segnali di fuochi spenti, evidentemente qualcuno brucia puntualmente qualcosa, e si ha di questo conferma per il fatto che molti abitanti del luogo lamentano l'insopportabile fumo infestante che quotidianamente nelle ore serale si sente fuori dalle abitazioni. Ritorneremo nel luogo a breve scadenza, sperando di non vedere finalmente questo repellente ammucchiamento di copertoni a cielo aperto.

Enzo Amato

Il Siciliano - I Ragazzi di "Fossarunza - 91025"

mercoledì 20 maggio 2009

Il mare di Marsala? Bandiera bianca!

Niente Bandiera Blu
E' quasi tempo di mare, la stagione balneare sta per arrivare. Ma le spiagge lilybetane sono pronte ad accogliere turisti, villeggianti e residenti vogliosi della prima abbronzatura in riva al mare?

Quest'anno non sventola la "Bandiera blu", non è stato assegnato il riconoscimento alla Città di Marsala. Sarà stata la colpa dell'ex sindaco Galfano che non ha voltato pagina, e le conseguenze arrivano sempre con il tempo. Come cittadino non sono felice per questo ennesimo traguardo raggiunto dall'Amministrazione Carini, come osservatore e potenziale "turista" sicuramente si, non ce la meritavamo.

Assegnare la "Bandiera blu" alle nostre introvabili e inarrivabili spiagge è come se si assegnassero premi a Napoli per la raccolta differenziata e all'Abruzzo per la sicurezza degli immobili. Ma, mi chiedo, come vengono assegnate realmente queste "bandiere"? Mi sono andato a informare e vi invito a leggere cosa ho appreso. Il vessillo "blu" è innanzitutto sinonimo di spiagge pulite e i criteri per l'assegnazione sono raggruppati in tre categorie: qualità delle acque, informazione ed educazione ambientale, sicurezza e servizi di spiaggia.

Tra i tanti principali requisiti richiesti: facile accesso alla spiaggia, accessi facilitati per disabili, spiagge allestite con contenitori per rifiuti in numero adeguato, spiaggia tenuta costantemente pulita, iniziative ambientali che coinvolgano turisti e residenti, servizi igienici in numero adeguato nei pressi della spiaggia, rispetto del divieto di attività che costituiscono pericolo per i bagnanti, fontanelle di acqua potabile, equilibrio tra attività balneari e rispetto della natura, servizi di spiaggia efficienti ecc... A quale lido marsalese avete pensato quando avete letto questo breve elenco?

E' evidente che i parametri per l'assegnazione allontanano Marsala innegabilmente. Consiglio comunque di far sventolare nei lidi una "Bandiera Bianca": segno di arresa, segno di indietreggiamento, segno di gettare la spugna. E metterla il più alto possibile, perchè con tutte le case che ci stanno vicino al mare è difficile notarla o farla vedere a un qualunque sperduto turista che per sbaglio si trova a Marsala. E la colpa non è certo solo dell'ultima Amministrazione, la "Bandiera blu" negli anni passati ce l'hanno attribuita, anzi regalata. La colpa è di quelli che hanno permesso di costruire case sulla sabbia e che hanno chiuso tutti gli sbocchi che portano al meraviglioso mare.

Andare a farsi un bagno al mare è un'impresa: caldo tremendo, posto auto introvabile, parcheggio abusivo a pagamento, ingresso che porta alla tanto affollata spiaggia introvabile. E non è finita: si rischia anche di prendere qualche pallonata o racchettata in testa se non si sta attenti nei lidi. Le spiagge inoltre prima di luglio inoltrato sono quasi sempre sporche, questo è un altro dato di fatto. Ma è altrettanto innegabile che la gente, spesso, ci mette del suo. Direi che siamo tutti un pò "sudicioni", ce ne stiamo beati al mare e non riusciamo a capire che basta solamente un pò di buona volontà per rispettare l'ambiente e il prossimo. Portare un sacchetto di plastica da casa, dove depositare i rifiuti, è un rimedio semplice e veloce.

Purtroppo siamo persone pigre e maleducate e preferiamo gettare tutto dove ci troviamo al momento. Dobbiamo ritrovare la forza e il coraggio di ricordarci che senza servizi adeguati e senza un radicale cambiamento di strategia il "blu" diventa nero come la morte, marrone come la cacca, bianco come la resa, ma anche "rosso" come la vergogna.

Solo il coraggio non basta più, occorre la concretezza e la determinazione di scelte forti, coraggiose, impopolari e pensate per un futuro più "blu".
Enzo Amato


Gonfiare... la bambola gonfiabile

Si ferma al distributore per gonfiare la bambola gonfiabile.

Le telecamere di una stazione di servizio nella città di Bielefeld, in Westfalia, hanno registrato una scena piuttosto insolita. Infatti, un pensionato si è recato in bicicletta alla pompa per utilizzare il compressore, disponibile gratuitamente - solitamente per gonfiare le gomme dell’auto.

Solo che il pensionato non doveva gonfiare le gomme della bici, né il pallone dei nipotini. Arrivato al compressore, l’uomo ha preso una scatola dal portapacchi della bici, ne ha estratto un oggetto di plastica: oggetti che una volta riempito d’aria si è rivelato essere una bambola gonfiabile.

Tra la perplessità degli altri avventori della stazione di servizio, l’uomo ha a questo punto tranquillamente messo la bambola gonfiabile sotto braccio, come se fosse la cosa più normale del mondo (il fatto è avvenuto in pieno giorno) per riavviarsi verso casa.

I responsabili della stazione di servizio, intervistati da un giornalista venuto a conoscenza del fatto, non hanno sollevato obiezioni: “Chiunque può usufruire delle nostre pompe”, hanno dichiarato.

Scherzo a supermercato - Fossarunza 91025

Gara di masturbazione

Gara di masturbazione, vince con 10 ore di fila. Anche quest'anno ha partecipato al Masturbathon, cioè all'annuale gara di masturbazione, vincendo grazie ad un'attività durata quasi 10 ore. Si chiama Masanobu Sato ed è un fabbricante di giocattoli sessuali giapponesi, che già nel 2008 aveva partecipato alla gara vincendo con una masturbazione di 9 ore e 33 minuti.

Partosisce: "non sapevo di essere incinta"

Partorisce due gemelli, ma non sapeva di essere incinta

Partorire due gemelle e non sapere di esser incinta. E’ quanto accaduto a Sally Giles, 34enne di Leyland in Gran Bretagna. La donna, dopo esser andata dal suo medico per trovare una soluzione ai suoi sempre più frequenti sensi di debolezza, è stata invitata dallo stesso ad andare in ospedale. Dopo i primi test i medici hanno scoperto che la donna stava in realtà benissimo. Nonostante non avesse il pancione era al sesto mese di gravidanza. La storia incredibile - “I jeans mi andavano leggermente più stretti - ha raccontato la donna che poco dopo ha dato alla luce due bellissime bambine - ma con un po’ di sforzo riuscivo ad entrarci in più prendevo la pillola. E’ davvero inspiegabile”. Sebbene possa sembrare incredibile, sembrerebbe che Sally non avesse la nausea e aveva regolarmente il ciclo. “Non potevo credere a ciò che mi hanno detto - ha raccontato dopo il parto cesareo -. Io ho fatto tutto ciò che una donna incinta non dovrebbe fare, ho mangiato crostacei, bevuto vino. Non potevo immaginare di essere in dolce attesa.

martedì 19 maggio 2009

X Factor senza la Ventura

Nella terza edizione non ci sarà Simona Ventura.

Simona Ventura ha deciso di non far parte della terza edizione di X Factor. Già confermata nel nuovo palinsesto autunnale di Raidue al timone di Quelli che il calcio e dell'Isola dei Famosi, la Ventura non sarà nella squadra del talent show musicale della seconda rete Rai che ha portato al successo con Morgan, Mara Maionchi e il conduttore Francesco Facchinetti. Nel tado pomeriggio la lettera della conduttrice, pubblicata sul suo sito, che spiega i motivi.

Ecco la lettera di Simona Ventura:
"Ciao ragazzi, è con voi, che mi sostenete sempre e comunque, che voglio condividere una mia importante decisione, presa dopo giorni e giorni di pensieri ed emozioni, ripensamenti e sofferenze. Ho deciso che non farò parte della squadra della terza edizione di X Factor, in onda il prossimo settembre su Rai Due,un programma che ho visto nascere e crescere e che mi ha dato grandissime soddisfazioni. A partire dalla consacrazione di Francesco Facchinetti, in cui ho fortemente creduto fin dai suoi esordi come inviato dell’Isola; alla grande soddisfazione di aver contribuito alla nascita di una nuova stella della musica italiana quale è Giusy Ferreri; al sentirmi parte di un team di persone che hanno dato l’anima per il successo di un programma che si è trasformato in un fenomeno mediatico, vincendo una grande sfida. Ho riflettuto molto sulla mia scelta, ma uno show come X Factor , tanto bello quanto impegnativo, richiede dedizione totale ed io sento di stare attraversando una fase della vita in cui voglio lasciare spazio anche ad altre priorità come gli affetti e la famiglia, che sono la cosa più importante. A settembre ripartirà anche Quelli che il calcio, a cui non posso né voglio rinunciare, parlare di sport è sempre stata la mia passione ed il motivo che mi ha spinto, all’inizio, ad intraprendere la strada della televisione. E poi non posso dimenticare che a gennaio riprenderà l’Isola dei Famosi con la sua settima edizione, una trasmissione magica in cui voglio mettere tutta me stessa e di cui mi occupo di tutti gli aspetti, a partire dalla scelta del cast, che deve sempre essere all’altezza della situazione, fino ai contenuti di ogni singola puntata. Ancora non so chi prenderà il mio posto al tavolo dei giudici, chi avrà nelle sue mani il destino di tanti giovani che vogliono farsi strada nel mondo della musica. So solo che avrà le sue gatte da pelare ma anche grandissime soddisfazioni. Fin da ora gli faccio i miei in bocca al lupo certa che sarà un’esperienza unica"

Mara Maionchi: "La capisco"
"Mi dispiace molto sia dal punto di vista affettivo che professionale ma da madre capisco che avere tre figli piccoli e già due programmi così impegnativi, come l' Isola e Quelli che il calcio, ti impegna tutta una stagione". Questo il commento di Mara Maionchi. "Non sarà affatto facile sostituirla, ma i responsabili della trasmissione sono molto bravi. Avranno il loro coniglio nel cappello...".

Morgan: "Al suo posto vorrei Mauro Pagani"
"Simona mi mancherà tanto", è invece il commento di Morgan. "E' una bella persona con la quale avevo un rapporto profondo. La chiamerò per sincerarmi con lei ma la capisco. Lavorava troppo ed era molto stressata. Non poteva continuare così e alla fine lo ha capito anche lei. Il mio augurio", sottolinea Morgan, "è che arrivi qualcuno piu' maturo di me, più risolto da un punto di vista umano e personale, non mi piaceva essere il primo della classe". Tra le persone che vorrebbe al posto della Ventura, Morgan fa il nome di Mauro Pagani: "Vorrei qualcuno che mi desse del filo da torcere", conclude, "un grande intenditore di musica con il quale sfidarmi".

Gori: "Rosa di soluzioni molto ampia. Vedremo"
"Sarà complicato sostituire una presenza forte come quella di Simona Ventura", commenta, invece, Giorgio Gori, responsabile della casa produttrice Magnolia. "Dobbiamo pensare molto bene, in questo momento c'è una rosa di soluzioni molto ampia. Inutile fare nomi, non ci sono ipotesi concrete al momento. Ci ragioneremo nei prossimi giorni, nelle prossime settimane".

domenica 17 maggio 2009

Scherzo telefonico "Famiglia depressa"

Uno "sputo" a chi si glorifica per il nuovo ospedale

Mancano solo pochi giorni e poi l'ospedale "Paolo Borsellino" aprirà finalmente le corsie, le sale operatorie, le stanze per i ricoverati...

A fine maggio infatti è previsto il funerale del vecchio "San Biagio" per finalmente battezzare il pur vecchio ospedale di contrada Cardilla. Il sindaco Renzo Carini ha fatto prevalere il suo potere decisionale viste le condizioni pessime e carenti del nostro nosocomio del centro storico.

Voglio ricordare che ai primi di giugno ci saranno le elezioni europee e quindi quando si apriranno finalmente i cancelli e le porte (tutte) del novello ospedale ci sarà inevitabilmente una passerella elettorale non indifferente. Per passerella (non pensate male) intendo le marchettate che solo i politici e i personaggi del mondo dello spettacolo sanno utilizzare.

Già li vedo tutti io: candidati e non, segretari di partito, onorevoli, sindaci, assessori, senatori, consiglieri comunali, provinciali. Tutti, vecchi e giovani, pensionati e attivi. Io voglio fare una proposta ai cittadini di questo nostro territorio: mandiamo uno "sputo virtuale" a tutti quelli che nel periodo di apertura del "Borsellino" si mostreranno in tv, parleranno nelle radio locali, scriveranno sui giornali...

Perchè ormai io li conosco, prevedo le loro intenzioni e i loro passi sono praticamente presumibili, previsti da tempo. Le loro dichiarazioni le ho confezionate nella mia testona. E allora manderemo, noi poveri disgraziati, uno "sputo virtuale", un "non ci sto" manifestato con forza, con rabbia e con dolore. Non vogliamo, e lo pretendiamo, personaggi politici che di questa inaugurazione si daranno vanto: ''grazie a me è stato finalmente aperto; grazie a me è partito il progetto, grazie a me abbiamo affrettato i tempi, grazie a me e al mio partito...''

Basta! Il giorno dell'apertura non deve essere un momento di festa, ci dovremmo vestire tutti di nero e rimanere in silenzio per ore, come a vegliare un morto o a un malato grave. Il giorno dell'apertura non deve essere un momento per sentirci orgogliosi della nuova creatura. Con questo ospedale decine e decine di politici c'hanno fatto la loro carriera politica e diverse campagne elettorali: l'Italia aveva due titoli mondiali in meno, io ero un bambino, Berlusconi era solo un imprenditore di Milano 2, Cuffaro vendeva sicuramente calia e simenza nella valle dei Templi di Agrigento, Bossi si sposava con una terrona siciliana, i socialisti erano di sinistra, i comunisti erano di sinistra, Giuliano Ferrara era di sinistra.

Sono passati alcuni decenni e stanno per inaugurare una struttura già vecchia. Quante persone sono morte per il fatto che in questa parte di territorio mancava una struttura ospedaliera di buon livello? Al "San Biagio" non si spende una lira dai tempi di Garibaldi. Questa inefficienza ha causato diversi decessi negli anni: quanti ammalati sono morti per strada nel tragitto che porta dal vecchio ospedale a un ospedale di un'altra città della provincia più attrezzato? Io ho perso parenti e amici che si potevano salvare sicuramente se alcune attrezzature adeguate fossero presenti nel vecchio complesso ospedaliero.

E allora "sputiamo"! E' la cosa più schifosa che possa esistere, ma noi lo facciamo solo virtualmente, rischiando anche di sporcare (se ci provate davvero) il vostro televisore, la vostra radio o il vostro quotidiano preferito. E ribadisco la mia proposta: tutti vestiti di nero, in silenzio e senza interviste ai governanti (ex e attuali). Propongo anche di modificare il nome, Paolo Borsellino merita di avere intitolato centinaia di cose possibili: palazzi di Giustizia, associazioni culturali e pacifiste, di impegno sociale...

Ma l'ospedale no! L'ospedale deve prendere il nome di uno dei tanti pazienti morti a Marsala per la malasanità: il primo, l'ultimo o anche uno a casa, anche se si chiamasse Benedetta Topa. L'ospedale non sarà di destra, non sarà di sinistra, non avrà padroni o padrini. L'ospedale è della popolazione: né dei politici, né dei medici e neppure del clero. E' fatto con i nostri soldi e per noi, per curare noi che nelle cliniche private non ci andremo perchè non ce lo possiamo permettere. E' fatto per chi sta male! Lo si aspettava da decenni. Niente cerimonie particolari di presentazione dunque, niente rinfreschi, fuochi d'artificio... E niente inviti d'elite.

Basta un semplice applauso, un applauso per tutte le persone che entreranno in questa struttura, per coloro che l'ospedale lo vivranno con dolore e sofferenza. Ma anche con una serena speranza.
Enzo Amato

venerdì 15 maggio 2009

"I soldi persi per Terrenove. Non regge l'alibi dell'Amministrazione"

Ma da chi siamo amministrati a Marsala? Cambiare pagina per scarabocchiarla di brutto?
In merito al finanziamento INAIL per i progetti in sicurezza degli edifici scolastici dell’Istituto De Gasperi, che il Comune si è fatto scappare, l’Assessore Pino Milazzo, Assessore all’Edilizia scolastica, ha dichiarato che si sono fatti scadere i termini fissati dall'INAIL, con la perdita dei 320mila euro per la messa in sicurezza della scuola di Terrenove, perchè occorreva fare uno storno di bilancio.

“Io ho il dovere di precisare – risponde Domenico Pocorobba, dirigente della De Gasperi - che nella nota INAIL indirizzata al Comune veniva indicato il termine di 180 giorni, non per la presentazione del bando, ma per la consegna dei lavori, la revoca del finanziamento. La scuola aveva ricevuto rassicurazioni da parte di funzionari e tecnici sulla realizzazione dell’opera e quindi non aveva ritenuto urgente mettere in atto le proteste, che oggi sono venute fuori. Probabilmente, quindi, l’Assessore Milazzo non avrà letto bene la nota, visto che non si parlava di bando o gara ma bensì della consegna dei lavori.”

Quindi, anche se il bando fosse stato redatto alcuni giorni prima della scadenza non avrebbe cambiato nulla e le somme si sarebbero perse ugualmente.

Bisognava invece predisporre tutto già dal mese di settembre. Cosa che non avrebbe creato problemi dato che, proprio tra il mese di ottobre e novembre, il Comune stabilisce le variazioni di bilancio. Alla luce di questo, “era così difficile predisporne una per reperire le somme necessarie?” – si chiede Pocorobba.

L’Assessore ha riferito anche che le somme destinate alla De Gasperi andranno alla scuola di Ranna, 14° nella graduatoria INAIL (mentre la De Gasperi è 9°) ma che le somme necessarie per i lavori nella succursale dell’Alcide De Gasperi verranno comunque messe in bilancio: “ma con quali tempi?” si chiede ancora il dirigente della scuola. Sicuramente non quelli che assicurava il finanziamento INAIL (settembre 2009).

“Vorrei ricordare all’Assessore – dice Pocorobba - che entro il 1 settembre 2009 i lavori dovevano essere conclusi e la scuola messa in sicurezza, invece, per negligenza o altro, la scuola dovrà aspettare tempi assai più lunghi, probabilmente anni.” I soldi insomma non ci sono più. E se ora il Comune vorrà fare i lavori, dovrà farli di tasca propria.

La domanda fondamentale, a questo punto, è: perché? Perché l’amministrazione si è fatta revocare un finanziamento già concesso?

E ancora: “perché l’Amministrazione comunale pubblica sul suo sito un bando, quando i termini sono ampiamente scaduti e con tempistica assolutamente incomprensibile? Quali interessi ci sono per spostare i finanziamenti al Plesso di San Leonardo? Quanto dovranno aspettare gli alunni e gli utenti di Terrenove per la messa in sicurezza dell’Istituzione? Se dal 1° settembre i genitori decideranno di non mandare i loro figli a scuola di chi sarà la responsabilità? E se dovesse succedere qualche incidente, chiameremo l’Assessore e diremo i lavori si faranno?”

Sono domande legittime, a cui certamente l’amministrazione dovrà rispondere.

“L’Assessore - continua Pocorobba - ha affermato che cambiando i fattori il prodotto non cambia. Non è così, caro Assessore, per la nostra scuola cambia e cambia di molto, perché in materia di sicurezza non si può essere superficiali e negligenti, né si può rimandare lavori ormai improcrastinabili.”

Perché il finanziamento INAIL era una cosa certa. L’inserimento nel Bilancio del Comune ha tempi e regole del tutto differenti.

martedì 12 maggio 2009

Comune incapace: persi 320.000 euro per la scuola "Alcide De Gasperi"


Il dirigente scolastico dell'Istituto "Alcide De Gasperi" di contrada Fornara e della sede staccata di Terrenove ha voluto fortemente una conferenza stampa per dichiarare alla città di Marsala cosa è successo al proprio Istituto scolastico per un mancato finanziamento, approvato dall'Inail, e chiedere chiarimenti e risposte dall'amministrazione locale.

Il preside Domenico Pocorrobba, molto irritato e furente, ha spiegato i passaggi di questa assurda e inspiegabile situazione:

"Con nota del 29 luglio 2008, l'Inail mi comunicava (anche al Comune di Marsala), che l'istituto Alcide De Gasperi era stata ammessa a un finanziamento di circa 320 mila euro per la messa in sicurezza e per l'abbattimento delle barriere architettoniche nella succursale di Terrenove. L'istituto De Gasperi è uno degli undici finanziati in Sicilia (unica in provincia di Trapani) su 117 istituti che avevano fatto richiesta. La nostra scuola era al nono posto. Il Comune di Marsala, secondo quanto disposto dal regolamento dell'Inail doveva nel termine di 180 giorni successivi provvedere a fare il bando e consegnare i lavori. Sono passati 180 giorni, e nonostante numerose telefonate all'ufficio tecnico, il bando dall'amministrazione non è stato fatto. Per cui, così come prevede la nota, il finanziamento è stato revocato. Questo a grande discapito di quanti operano in questo plesso scolastico".

Il dirigente scolastico Pocorobba si trova adesso nella situazione di non avere entro l'inizio del prossimo anno scolastico i lavori completati e di non poter garantire la sicurezza, che la stessa Prefettura chiede, e si perde un finanziamento di grande importanza. Entro il 1° settembre 2009 in quella scuola dovevano essere garantiti tutte le norme della sicurezza e il progetto tra l'altro era stato approvato.

Ciò significa che quella scuola sarà priva di molti requisiti in materia di sicurezza. Il Comune stesso aveva presentato in passato il progetto per il finanziamento di due scuole marsalesi, la Alcide De Gasperi e la scuola di contrada Ranna. Nella graduatoria stabilita per i finanziamenti la 14esima era stata proprio quella di Ranna, quindi esclusa per soli 3 posti. Questa scuola adesso però usufruisce dei finanziamenti, pur essendo arrivata dopo e uscendo dai progetti approvati.
L'amministrazione ha trovato il tempo per fare il bando per questa scuola prima esclusa. Si domanda il preside:

"Come mai? Un motivo per cui l'Inail ha dato il contributo alla De Gasperi e non a Ranna ci sarà stato. E' un fatto gravissimo. Un'altra cosa gravissima è che dopo la scadenza dei 180 giorni si pubblica un bando (si può leggere ancora oggi nel sito web del Comune) antecedente alla scadenza. Assurdo. Chiedo all'ammninistrazione, al sindaco, all'assessore all'edilizia scolastica e ai tecnici responsabili di questo settore del comune di Marsala: cosa è successo? Chi dovrà garantire queste cose adesso? Hanno trascurato di fare il bando? Si è preferito finanziare un'altra scuola di Marsala? A me interessa poco come sono arrivati questi soldi successivamente a una scuola che era arrivata dopo di noi nelle graduatoria, ma se questi soldi sono quelli della mia scuola allora vuol dire che c'è qualcosa che non ha funzionato, visto che c'era una scuola che aveva una precedenza. Perchè questa precedenza non è stata rispettata? Quali sono gli interessi?".

Questi 320 mila euro, nel periodo da marzo a fine agosto avrebbero potuto inoltre garantire una serie di posti di lavoro in un momento di crisi ad artigiani locali che potevano operare. Chiude il dirigente Pocorobba:

"Si fanno perdere 320 mila euro, è una cosa assurda! Pur avendo avuto un progetto approvato per la messa in sicurezza del plesso adesso non potremo usufruire di questo finanziamento, con conseguenza responsabilità del dirigente scolastico. Non voglio aggiungere altro ma vorrei delle spiegazioni dall'amministrazione. Per noi è una perdita importante, una cosa veramente grave e inaccettabile. Io non so se i nostri soldi sono finiti a Ranna, non lo so. Penso che siano gli stessi comunque, che siano dello stesso bando, anche se in questo passaggio la città viene a perdere alcune migliaia di euro, visto che per Ranna sono stati finanziati meno soldi".

Si attendono adesso le risposte e le valutazioni del caso.


Enzo Amato

Uhhh TETTE!

sabato 9 maggio 2009

I DAVID: PREMI DEL CINEMA

«Gomorra» batte «Il divo»



Sette statuette per ciascuno.



Ma la sfida del cinema italiano tra «Gomorra» e «Il Divo» la vince il film tratto dal libro di Roberto Saviano diretto da Matteo Garrone che ottiene i premi più prestigiosi:




miglior film,




miglior regia,




migliore sceneggiatura
.






Consolazione per Paolo Sorrentino: eletto miglior attore protagonista è Toni Servillo, cioè «Il Divo».



Piera Degli Esposti, miglior attrice non protagonista, sempre ne «Il Divo».



Alba Rohrwacher («Il papà di Giovanna») miglior attrice protagonista.



Matteo Garrone ha ricevuto da Liliana Cavani il premio come miglior regista per «Gomorra» e si è commosso. Il giovane cineasta con la voce rotta ha ringraziato i compagni di viaggio: «Tutte le polemiche legate al fatto che sia giusto o no raccontare un'Italia così sono sterili».



Giovedì al Quirinale i candidati sono stati ricevuti dal presidente Napolitano, che ha parlato nel suo discorso di «rinascente commedia» fatto che in un periodo di crisi ci «fa guardare sorridendo al domani, il che non è poco».



I PREMI



MIGLIOR FILM

Gomorra di Matteo Garrone




MIGLIOR REGISTA

Matteo Garrone (’Gomorra’)




MIGLIOR FILM STRANIERO

Gran Torino di Clint Eastwood



MIGLIOR FILM UE

Millionaire di Danny Boyle



MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA

Toni Servillo (’Il divo’)




MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA

Alba Rohrwacher (’Il papà di Giovanna’)




MIGLIOR REGISTA EMERGENTE

Gianni Di Gregorio (’Pranzo di Ferragosto’)




MIGLIORE SCENEGGIATURA

Maurizio Braucci, Ugo Chiti, Gianni Di Gregorio, Matteo Garrone, Massimo Gaudioso, Roberto Saviano (’Gomorra’)




MIGLIOR PRODUTTORE

Domenico Procacci (’Gomorra’)




MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA

Piera Degli Esposti (’Il Divo’)




MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA

Giuseppe Battiston (’Non pensarci’)




MIGLIORE FOTOGRAFIA



Luca Bigazzi (’Il Divo’)



MIGLIORE MUSICISTA

Teho Teardo (’Il Divo’)




MIGLIORE CANZONE

Herculaneum (’Gomorra’)




MIGLIOR TRUCCO

Vittorio Sodano ('Il Divo')




MIGLIORI ACCONCIATURE

Signoretti ('Il Divo')




MIGLIORE SCENOGRAFO
Francesco Frigeri (’I Demoni di San Pietroburgo’)




MIGLIORE COSTUMISTA

Elisabetta Montaldo (’I Demoni di San Pietroburgo’)




MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI

Nicola Sganga, Rodolfo Migliari, ('Il Divo')


Sposi. Auguri e figghi... spetti!

venerdì 8 maggio 2009

Come i "Scavacchi 'na stuppa", a Marsala



Sono in viaggio da una vita, ma fermo sullo stesso punto, da sempre: “’u scavacchio ‘na stuppa”, a dirla in breve. E ogni volta che torno nella mia bellissima Marsala, ritrovo molte cose come i profumi e i sapori del mare, del pane e del nostro vino. Ci sono delle cose pero’ che non si rinnovano e non vorrei che fossi solo io ad accorgermene: che fine ha fatto il rinnovarsi della nostra città? Ogni volta che ritorno a Marsala spero sempre che qualcosa di nuovo possa esserci e che piano-piano anche qui le cose si possano rimettere in sesto… Non voglio fare parallelismi, non li ho mai fatti, e non voglio farli tuttora perché sarebbe assurdo.





Sappiamo noi tutti come funzionano le cose qui in Sicilia, nella nostra città, ma non per questo dobbiamo abbatterci ed essere rassegnati con frasi del tipo “tantu cà i cosi sempre accussì hannu stato, e accussì saranno”. E’ vero che non possiamo fare e avere molte cose come le grandi città, per ragioni che noi tutti conosciamo, come per esempio l’organizzazione. Non chiedo alla mia città di diventare chissà quale metropoli, paragonata magari a siti come Londra o New York; non chiedo chissà quali mutamenti, anche perché le cose che mancano sono molte. Ci sono molte cose, semplici perché banali, che non sono presenti e che fan sì che noi tutti non possiamo usufruire di cose e servizi a dir poco semplici.
Dove sono le tabelle con orari di partenze e arrivi di ogni singolo bus che passa per le contrade? Se un cittadino sognasse di andare a Marsala con il bus a che ora deve andare alla fermata?





Dov’è il punto informativo della città? Perché in biblioteca comunale non si trova mai ciò che potrebbe risultare “scontato” trovare? Terzo e ultimo esempio: perché gli autobus, nonostante la mancanza delle tabelle orarie, non partono in orario per come affisso nel gran tabellone a piazza del Popolo?
Nessuna di queste sviste è dovuta a scarsità di investimenti. Nessuna è dovuta all’ingente debito pubblico. La causa comune, mi sembra, è la trascuratezza, la non organizzazione. Tutto ciò costerebbe poca fatica: fare partire un autobus in orario, affiggere gli orari…






Ma non ci si fa caso. Si tratta di una caratteristica che gli altri Paesi, le grandi metropoli e i turisti che ci vengono a far visita sporadicamente, definiscono con un certo vocabolo: dicono che noi italiani siamo schlampigkeit. Trascurati, distratti, disordinati. Sarà forse vero?




Michele Sciacca



Pubblicato da Michele Sciacca nel suo Blog:

http://established-fact.blogspot.com/2009/05/scaracchi-na-stuppa.html


giovedì 7 maggio 2009

Sanità: il pesce puzza dalla testa

Alla sua età, gli ospedali stanno per chiudere. Questo nostro di contrada Cardilla, forse, sta per aprire. Per due settimane ritorno a parlare della Sanità a Marsala e in Sicilia, ospedale vecchio e nuovo compreso. La prossima settimana continuerò proprio sull'ospedale "Paolo Borsellino", che entro un mese (Carini enuncia convinzione) dovrebbe finalmente essere a disposizione di tutti cittadini.



Penso che la sanità pubblica dovrebbe snervarsi di assicurare esaurientemente il diritto alla salute e al vigore psico-fisico di ogni singolo essere umano. Sono scocciato di sentire dire alle persone parole di massima come: "lo stato", "la mafia", "la malasanità". Troppo estinto come concetto! In questo modo non si comprende chi sono i "peccatori". Per me esistono solo "individui", i quali sono rei direttamente o indirettamente di quello che accade.





Quindi si avrebbe l'obbligo di dire: il politico Tizio ha fatto questo e quest'altro... Il signor Caio è mafioso perché ha fatto questo e quest'altro... Il dottor Sempronio o il direttore della Asl, o l'assessore alla sanità ha fatto questo... Mi offende e mi affligge questo atteggiamento "confondente".





E' mai possibile che non si sia ancora tutti consapevoli che la base della questione "malasanità" è facile da caratterizzare ma difficile da sradicare? Lo affermavano già i nostri antenati nei secoli remoti: "il pesce puzza sempre dalla testa". Un antico detto che rende sempre bene l'idea. E' la politica con la "p" minuscola il vero dilemma. Dovremmo tenerlo presente quando andiamo a esercitare il nostro voto. Se no, dovremmo ribellarci in massa contro i nostri governanti e forzarli a cambiare indirizzo politico.





E invece la maggior parte di noi lo dimentica e ricomincia a lagnarsi in modo per niente adeguato e a dare addosso alla "classe medica" piuttosto che al singolo medico, ammesso che sia il vero responsabile. Non si può generalizzare comunque: ci sono, come in tutti i settori, i buoni e i cattivi, i bravi e i nulla facenti, i sinceri e i furbi. La politica della nostra regione seleziona, con le raccomandazioni, tutti i medici che devono ricoprire i posti ragguardevoli. Ma seleziona anche tutto il personale amministrativo che governa la sanità in Sicilia. Si è creata così, nei decenni, una rete di persone "impiantate" nell'amministrazione da politici, e protette da questi stessi.





Il cambiamento pretenderebbe una rivoluzione burocratica e culturale. I nostri politici dovrebbero rinunciare a tenere le mani sulla amministrazione della sanità e sul governo delle strutture stesse, commissionando tutto a personale sotto l'aspetto tecnico competente. E principalmente, indipendente. I quattrini pubblici che si spendono per la sanità sono insufficienti per far funzionare bene le cose secondo voi? Io non credo che sia così. In una struttura pubblica ciò che ognuno di noi pagherebbe 10 viene pagato pure 30. I soldi sarebbero adeguati e bastevoli se spesi nel modo corretto, anche in un momento di crisi come questo che stiamo vivendo.





Gli affari che girano intorno alla sanità però sono tali che trovare politici disposti a mollare l'osso è impossibile. La sanità offre anche l'opportunità, al politico con la "p" minuscola, di collocare al lavoro non solo medici, ma anche molti infermieri, tecnici, ausiliari, autisti, operai, custodi, cuochi, ecc... Sapete quanti voti alle elezioni? Gli studi statistici che vengono forniti dal Ministero sulle malattie presenti e sulle prestazioni richieste per la cura delle stesse malattie nelle varie aree del territorio italiano dovrebbero essere la principale guida per un politico che abbia "cura" dei propri elettori e del proprio paese. Da questi studi si può perfettamente comprendere di cosa, di anno in anno, ha bisogno la gente del luogo.





Ma è scomodo scoprire, per esempio, che non servono cinque reparti ospedalieri di un determinato compartimento nella stessa zona e che servono invece più posti letto di neurologia, di dialisi, di oncologia o assistenza ai malati cronici e terminali. E' scomodo scoprire che la popolazione siciliana migra in altre regioni per farsi operare al cuore e che quindi servono strutture di cardiochirurgia. Inoltre, il bisogno e l'ansia di avere risposte sui propri problemi di salute fa andare le persone verso il privato (a pagamento), pur di non aspettare in lunghe liste di attesa di un singolo ospedale.





Ma conviene veramente cambiare il sistema? In Sicilia, la gente sotto-sotto lo sa come vanno le cose. E sotto-sotto, anche se critica il sistema, non vuole cambiarlo, ha paura di cambiare il siciliano. E io lo so il perchè! Perché in questo sistema avariato di mala-amministrazione se trovi l'amico (di solito un politico) puoi avere una prestazione sanitaria dove desideri tu e in tempi accettabili, anche immediata.





E così, molti altri voti di scambio per le elezioni sono assicurati. Le persone, i cittadini che non trovano un "amico" per la raccomandazione si arrangia. Per il politico, con la "p" minuscola, l'unica cosa che conta è che un altro piccolo ramo della rete del potere politico per scambio di favori e voti alle elezioni è comunque assicurato. Dei bisogni reali della popolazione al "politico di mestiere" non interessa un cavolo! Ma il politico, i politici, non li abbiamo eletti noi?





Quindi siamo noi stessi i responsabili della malasanità. Quindi tocca a noi cambiare le cose, se davvero lo vogliamo.



Enzo Amato

mercoledì 6 maggio 2009

Domani!

56 artisti italiani uniti per l'Abruzzo! Jovanotti, Negramaro, Zucchero, Ligabue, Pausini, Giorgia, Giusy Ferreri, Cremonini, Renga, Vecchioni, Elio, Caparezza, Grignani, Baglioni, Carboni, Bersani, Morgan, Consoli...










A "Domani - 21/04.2009" hanno partecipato:
Afterhours, Claudio Baglioni, Franco Battiato, Baustelle, Samuele Bersani, Bluvertigo, Luca Carboni, Caparezza, Albano Carrisi, Caterina Caselli, Casino Royale, Carmen Consoli, Cesare Cremonini, Dolcenera, Elisa, Elio e le storie tese, Niccolò Fabi, Fabri Fibra, Giusy Ferreri, Tiziano Ferro, Eugenio Finardi, Frankie Hi Energie, Giorgia, Gianluca Grignani, J-Ax, Jovanotti, Ligabue, Malika Ayane, Mango, Gianni Maroccolo, Marracash, Morgan, Gianni Morandi, Gianna Nannini, Negramaro, Negrita, Nek, Niccolò Agliardi, Pacifico, Mauro Pagani, Giuliano Palma, Laura Pausini, Roy Paci, Piero Pelù, Max Pezzali, Massimo Ranieri, Francesco Renga, Ron, Enrico Ruggeri, Antonella Ruggiero, Sud Sound System, Tricarico, Roberto Vecchioni, Antonello Venditti, Mario Venuti, Zucchero.




Liliana, una seconda mamma

Liliana era una seconda mamma per me, da quando ero piccollo lei e la sorella si sono prese cura di me e delle mie sorelle. Io non ci posso credere che è passata in un'altra vita, perchè nella mia mente ci sono i sui ricordi, quando veniva da sua madre e portava i suoi bimbi "Dario e Valerio".
Liliana e suo marito Peppe suonavano e andavano in giro con il loro gruppo folkloristico, alle volte quando era da sua madre chiamava i suoi figli e gli batteva il tempo con le mani e i suoi figli cantavano. Il suo sorriso resterà nei miei ricordi perchè un sorriso così non lo avevo mai visto nella mia vita, era un sorriso meraviglioso come lei. Dava sempre conforto a chi gli stava intorno, anche quando stava male. Quello che lei ha fatto non lo dimenticherò mai perchè lei è stata un seconda mamma e le mamme non si dimenticano mai. Liliana sei nel mio cuore per sempre..... Il tuo Peppe.

Peppe Gambina

Brunetta contro Bignardi. Lite a "L'era glaciale"

martedì 5 maggio 2009

Ogni sorriso mi farà pensare a te


Mi viene difficile scrivere questo articolo, sicuramente è il più difficile di tutti quelli che ho scritto in questi anni.



Lo scriverò tutto d'un fiato Tutti voi, che normalmente perdete cinque minuti della vostra giornata per leggere i pensieri che butto su carta e le cose che mi passano per la testa, attendete le mie parole per la mia giovane cognata... E' naturale: lo avevo previsto e voi ve lo siete immaginati in tanti in questi giorni.



La prima cosa che mi viene in mente è che mi manca proprio una lettrice, ci siete tutti, sempre gli stessi ma manca lei, Liliana. Ecco, è nelle cose quotidiane, semplici, nelle cose che fai normalmente che inizia a mancarti tanto una persona che prima era così vicino a te, con il corpo e con la mente. E' difficile accettare una situazione del genere, è difficile accettare che si interrompe un percorso che era giusto e sacrosanto che andasse avanti, perchè tante, troppe, erano le tappe ancora che esigevano la sua presenza.



Quanti amici: nessuno di noi potrà assistere al proprio funerale, sarebbe bello però vedere chi si presenta. Avete mai provato a pensare a questo? Io ho visto tantissimi amici di Liliana: c'erano tutti, provenienti da ogni luogo. Questa partecipazione non fa diminuire il dolore a tutti noi ma sicuramente ci permette di visualizzare una vita (breve) vissuta con la gioia, con il sorriso e la disponibilità donata a tutti. La vita fortunatamente sorride a molte persone, lei non è stata fortunata evidentemente. Sembra perfino assurdo che certe cose possano accadere proprio alla tua famiglia. Liliana è stata strappata alla vita nel fiore degli anni, quando si inizia, concretamente, a fare progetti per il futuro proprio e quello dei figli. Nessuno di noi riuscirà mai a dimenticare il suo sorriso.



Come dimenticare la sua allegria, la sua gioia, la sua forza d'animo? Non mi sembra ancora vero che non ci sia più. Però è questa la verità. Nonostante il dolore e la sofferenza, che tanto l'ha provata in questi ultimi sei mesi, era sempre sorridente, pronta a confortare, ascoltare, tirare su le persone che aveva accanto. Ora abbiamo una missione da compiere: far si che la sua morte non vada dimenticata, che la sua fatica per lottare contro un male, ancora oggi non sempre guaribile, non vada sprecata, e soprattutto che la favola di tanti altri giovani e meno giovani affetti da cancro possa essere a lieto fine...



Spero che lassù stia bene e che con la sua allegria ci mandi una luce, una forza di coraggio per andare avanti, perché tutti quelli che l'hanno voluta bene conservino di lei tutta la forza, il coraggio, la volontà, il bene per prossimo. Ho tanti bellissimi ricordi da conservare, tutte le belle giornate passate insieme, tutti questi momenti li conservo come un tesoro immensamente grande, unico e importante.



"Ciao Liliana, ti saluto come se tu fossi ancora tra noi, anche se ora sei in un'altra dimensione. Noi non ti vediamo ma tu continui a stare qui e hai un bel paio di ali bianche che ti consentono di liberarti come una libellula. E' triste non poter vedere il sorriso che dispensavi a tutti anche se sapevi che cosa ti aspettava!



Il sorriso sempre sul tuo volto era lo specchio della tua bontà d'animo. Eri veramente inconfondibile nell'aiutare tutti. Il tuo sacrificio però non rimarrà vano! Hai dato a tutti noi una nuova carica ad impegnarci di più. Sale in me una grande rabbia quando penso che non potrai più realizzare i tuoi sogni, i tuoi sogni così semplici e fondamentali: il presente e futuro della tua famiglia. Liliana, io ero sicuro al 100% che ce l'avresti fatta e non avrei mai pensato potesse finire tutto così.



So che mi chiamavi "me fiate Enzo", che strana la vita... Io ai miei amici ho sempre detto 'Liliana per me non è una cognata, è una sorella, la sorella che non ho mai avuto'. Ciao Liliana mia".


Enzo

I messaggi per Liliana Maltese

Ne sono arrivati centinaia e centinaia di messaggi: mail, lettere, pensieri scritti, sms, telefonate. Tanti, infiniti. Grazie a tutti. Ne abbiamo scelto solo 50, non perchè più importanti. Ma grazie a tutti, di vero cuore.

* Non avevo mai visto tante persone unite dallo stesso dolore camminare insieme verso la cappella dove l'abbiamo salutata per sempre. Ed è stato "assurdo" vedere come si sia messo a piovere non appena siamo usciti, forse è stata la benedizione vera e propria del Signore, o magari anche Lui piangeva insieme noi. Sabina

* Non la conoscevo ma sono profondamente dispiaciuto per questa disgrazia. E' un dramma, e il dramma si amplifica quando riguarda una persona così giovane e bella. Stefano

* Le parole umane non possono mai confortare chi si è trovato distaccato dalla persona amata e mai nessuno potrà colmare questo dolore. Ma noi non siamo solo umani, in noi esiste l'eternità. Questa non conosce la morte perchè è parte di colui che immortale è. La morte porta via il nostro corpo ma la nostra anima è immortale, come Colui che ci ha voluti. Lei continua a essere con noi, in modo diverso, ma certamente non meno presente di prima. Certamente la sua gioia piena è più che mai ancora con lei, perchè si trova ricompensata del premio eterno che le spetta. Giuseppa

* Ci mancheranno i tuoi bei sorrisi da vera donna, ci mancherà il modo di come trattavi Dario e Valerio, da vera mamma. Ci mancherai tanto. Ilenia

* Non ti conoscevo Liliana, però so quanto è brutto questo male che ti sei portata dentro, so quanto è difficile tenere questo male dentro e sperare che da un giorno all'altro ci si sveglia da questo incubo, ma poi quando ci si accorge che non è un incubo si ritorna alla realtà, si ritorna a soffrire e a vedere soffrire i familiari che soffrono per la persona cara. Claustavio

* Il mondo è un palcoscenico, e la vita solo una recita. Purtroppo per lei è stata troppo breve. Daniela

* Non dimenticherò mai il sorriso di Liliana, penso ai bei momenti passati col gruppo folkloristico. Salvatore * Di lei mi rimane il ricordo di belle giornate trascorse insieme. Il mio pensiero va ai piccoli che non avranno più la loro mamma nel cammino della loro vita. Antonella

* Siete una famiglia stupenda, io lo so bene, e assieme vi aiuterete ad affrontare i "perchè" dei 2 ragazzini. E la vita che verrà. Aurelia

* Una perdita assurda, inconcepibile e non trova conforto se non nei gioielli che vi ha lasciato. Sono stato male, mi rifiutavo di credere a tutto ciò. Fatevi tutti forza, non abbattetevi, la stessa Liliana non lo permetterebbe! Giovanni

* Eri, sei e rimarrai una persona davvero Speciale per tutti noi conoscenti. Vito

* Il dolore ti lacera dentro e tu non fai che pensare, e non riesci a darti pace e a chiederti "perchè?". Silvia

* Cara amica mia, mi manca tutto di te! Il tuo sorriso, la tua voce, i tuoi consigli che mi davi nei miei momenti difficili. Resterai per sempre nel mio cuore! Benedetta

* Il suo sorriso gentile, sempre, tutte le volte che l'ho incontrata. Gaspare

* E' davvero triste pensare che una persona così allegra, solare e piena di vita come Liliana ora non sia più tra noi. Non sarà facile abituarsi all'idea di non vedere più il suo viso o di non sentire più la sua voce, ma il corpo muore, l'anima no. E i ricordi che abbiamo di lei mai nessuno potrà portarceli via. Sabina

* Che il Signore l'accolga tra le sue braccia e protegga sempre i suoi bimbi. Enza

* La perdita di una persona cara, non può essere confortata da nessuna parola, la vita è piena di belle e brutte sfaccettature e va vissuta intensamente istante dopo istante cercando di cogliere gli attimi migliori, farli propri, custodirli nel cuore e nella mente. Nicola

* Adesso tutto sembra inutile: parole, gesti... E' un vuoto troppo grande per voi. Ma nei vostri e nei nostri cuori rimarrà un bellissimo ricordo, di una donna e di una mamma eccezionale. Cristina

* Una ragazza piena di vita, allegra e che coinvolgeva tutti con il suo sorriso e la sua allegria. Una grande perdita. Alessandro

* Nell'aria c'è molta tristezza. Trasmettevi tanto con il tuo sorriso e davi luce ad una contrada. Ricordo le sere d'estate quando mi sedevo fuori per ascoltare apposta la tua voce. Il modo in cui cantavi sapeva regalarci delle emozioni forti, sapevi fare tutto: eri forte, bella. Katia

* La voglio ricordare come l'ultima volta che l'ho incontrata: bella, sorridente e piena di vita, con la luce negli occhi quando parlava dei suoi piccoli. Loredana

* La vita scorre per ognuno di noi. Fai della tua vita un capolavoro. La tua, se pur breve, è stata un capolavoro. Loredana

* L'idea che non ci sarà più mi fa stare tanto male. Ma di lei ricorderò il suo magnifico sorriso, che fino a pochi giorni fa, malgrado la sua sofferenza, mi ha guardato e mi ha sorriso. Flavia

* Sarà un bellissimo angelo del Signore. Vincenzo

* Non potrò mai dimenticare il suo sorriso sempre pronto. Pierluigi

* Di fronte a queste tragedie viene voglia di mollare. Ma chi rimane ha bisogno di ancora più affetto e di questo ne ho esperienza. Io persi mia madre all'età di 18 anni ed è stata dura. Nicola

* Vedere i suoi bambini piangere per la sua morte prematura è una cosa che non auguro a nessuno. Possiamo e dobbiamo pregare affinché lo Spirito Santo possa donare la sua consolazione cristiana. Peppe

* L'idea di non poterla vedere più mi fa star male. Nessuno potrà mai sostituirla. Irene

* Il dolore rimarrà sempre impresso nei suoi cari e ancor di più nei bimbi che non potranno avere che labili ricordi. Sergio

* Un giorno Liliana diventerà un bellissimo ricordo, non un momento straziante! Vincenzo

* Questo è il vero male del 21esimo secolo. Gianfranco

* Non si può morire a 38 anni. Brenda

* Siamo sotto le mani del nostro Signore, anche se non c'è rassegnazione. Calogero

* Un angelo in più in paradiso che veglierà sui suoi amori. Una carezza. Andrea

* La miglior maniera per non dimenticare è mantenere vivo il suo ricordo, parlarne come se fosse con voi. Ivana

* Rimaniamo impotenti dinanzi ai progetti di Dio, perchè non c'è altro motivo se non quello divino che possa farci accettare che una ragazza così solare e piena di vita lasci gli affetti terreni così prematuramente. Stefania

* Sono vicina al dolore di una famiglia giovane, bella e con tante prospettive davanti, che ora si è vista portare via un raggio di sole. Capisco e sento il dolore che si prova a perdere qualcuno piano piano e inesorabilmente, capisco la rabbia, il dolore lancinante che sembra veramente squarciarti il petto, capisco la solitudine, il mondo che si ferma. Vorrei essere d'aiuto, ma so che tutto è inutile: a volte non servono neppure gli abbracci dei familiari. Iolanda

* Il cancro non ha età e non guarda il cuore della gente! Conosciamo quello che ci è vicino ignorando spesso quello nel mondo è molto frequente! Carlo

* Noi viviamo e dobbiamo vivere anche e sopratutto per chi non c'è più. Dobbiamo vivere per loro. Massimo

* Che tristezza grande, tutto è inconcepibile e assurdo! Sono vicino nel dolore, nel pensiero e nella preghiera. Nino

* Evidentemente in cielo c'era carenza di angeli. Maurizio

* Ogni giorno purtroppo aumentano le persone colpite dal cancro, è sempre difficile accettarlo, ma lo è ancora di più quando si tratta di persone giovani. La cosa più brutta è vedere le persone a noi care soffrire, vedere che ci vengono portate via piano piano da questa malattia, e non poter far nulla per aiutarle. Tutto ci crolla addosso. Francesca

* Che il suo sorriso vi dia la forza di andare avanti e da lassù possa proteggere sempre i suoi due piccoli! Daniela

* Liliana e Peppe hanno rallegrato caldissime sere d'agosto nel mio locale. E' inaccettabile il fatto che ci abbia lasciato cosi giovane. Salvatore

* Non è possibile che di questa malattia, delle sue cause, di come combatterla si sappia e si faccia così poco. Natale

* La vita a volte prende le persone più care, dando poche spiegazioni, ma in fondo sappiamo che vivranno per sempre con noi e in noi. Moreno

* Ho il ricordo di una ragazza solare con una grande gioia di vivere dal sorriso chiaro e pulito. Non dimenticherò mai i suoi occhi, la luce, la gioia e l'orgoglio di vedere il suo Dario che si esibiva con lei e Peppe in giro per le vie di Marsala. Francesco

* Il ricordo che mi rimarrà di Liliana è la sua accoglienza: non mi conosceva ma mi ha aperto le porte di casa sua. La ricordo che cantava "Cu ti l'ha dittu chi t'haiu a lassari" con un bellissimo abito folkloristico. Bella e allegra. Non c'è consolazione, ma mi piace pensare che al suo arrivo sia stata accolta da Padre Nazareno, e che ora sia con lui. Chiara

* L'eternità della vita di Liliana, sicuramente, ci farà vivere tutti in modo diverso, appezzando tutti i momenti della vita, quelli che fino ad oggi, forse, ci sono sfuggiti. Nicola

* Era la migliore, la più forte, la più tenace. Ci ha lasciato ricordi bellissimi, e noi dobbiamo sempre ricordarla con il sorriso, perchè lei ne aveva uno per tutti. Laura e Peppe

* Lei vi darà la forza per andare avanti. Lorena