sabato 21 marzo 2009

Cani killer o padroni randagi?

Quello che è successo a un bambino di Scicli è su tutte le prime pagine dei giornali.






Credo che non ci sia da manifestare altro che dolore per quanto avvenuto. Quando un fatto del genere succede... tutti a "raccontare". E poi dopo qualche giorno ritorna il silenzio. Il silenzio su questa Sicilia/Italia che non trova mai soluzione ai suoi problemi. E l'attuale governo ha pure tagliato i fondi annuali previsti per la lotta al randagismo.





Sono molto addolorato per l'ennesima vittima dell'incuria e della superficialità degli uomini: un altro bambino che muore, ucciso da un branco di cani. E si va ad aggiungere alla lunghissima lista di bambini feriti a morte dai loro cani, dai cani degli amici, dai cani di sconosciuti, dai cani randagi. Un bambino che non aveva nessuna colpa. Come nessuna colpa avevano quei cani.





I cani non sono killer di professione: sono animali e non hanno l'uso della ragione. Sono istintivi, non ammazzano per calcolo. Mordono per fame, per rabbia, per disperazione, per paura: non hanno nemmeno l'intenzione di uccidere, spesso bastano pochi morsi dati in parti delicate del corpo, come la gola o la testa, ad ammazzare. E non è un caso che spesso le vittime siano dei bambini: un adulto è capace di difendersi meglio da un cane e, se morso, non sempre vengono colpiti i suoi organi vitali. Il bambino è meno alto, più facilmente esposto e anche un solo morso può essergli fatale.





E quindi tutti assolti? No, i responsabili ci sono. Sono i padroni o i custodi dei cani che non custodiscono o che lasciano correre con leggerezza; sono le amministrazioni comunali che si battono il petto quando accade una disgrazia e poi si disinteressano del fenomeno randagismo, in Sicilia soprattutto; sono i gestori senza scrupolo di canili resi lager, dove il cane viene rinchiuso senza avere più possibilità di uscire. E a noi non ci resta che assistere al solito scaricabarile.





I responsabili invece ci sono ma non pagano mai. Pagano invece le vittime, le loro famiglie e i cani che vengono trattati come criminali e spesso vengono soppressi in gruppo, senza nemmeno tentare di capire perchè un cane ha morso. Nel frattempo, i volontari si ammazzano di fatica, di tristezza, di rabbia per dire a tutti che i cani, se condotti in strutture buone, come i rifugi che funzionano, se nutriti e curati, se adottati da persone che se ne curano, non sono dei mostri. La tragica e assurda morte del piccolo siciliano è un evento luttuoso che addolora la nostra Terra. Come può un Comune affidare tanti cani ad un privato cittadino senza prevedere strutture idonee come ad esempio i box?





Di quello che è successo ci dobbiamo vergognare. Non è tollerabile, non è giustificabile, non è umano lasciare che ci siano bambini morti per aggressione dei cani. Servono leggi rigide sulla detenzione di questi animali. Servono pene severissime per chi le infrange. Servono controlli affinché queste leggi siano osservate.





Io amo gli animali e metterei in galera chi li abbandona. Detto questo non è possibile che in un paese civile si dica ancora "mancano le leggi", bisogna fare qualcosa. Io amo gli animali ma prima viene in ogni caso la sicurezza dei cittadini. La primitività di molti luoghi del nostro Sud, dove non a caso avvengono quasi sempre le tragedie, costringe poi a soluzioni dolorose come gli abbattimenti di animali abbandonati al randagismo in ambienti desolati.





E' necessario che tutti i Comuni abbiano dei canili e che i cani ricoverati siano sterilizzati. La sterilizzazione è la sola soluzione per il randagismo oltre certamente al fatto che i cani e gli animali non vanno comprati senza sapere che poi vanno mantenuti e non abbandonati alla prima occasione, prima delle vacanze.







Enzo Amato





enzo.marsala@alice.it









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